News condominio
Notizie utili per l'Amministratore di Condominio
Via del sale... o Via dei mari?
I Romani sono stati ingegneri eccezionali: progettisti ed esecutori di strade, navi, acquedotti, ponti...
Basti pensare a quel reticolo di vie che uscivano dalle Mura e portavano alla conquista del mondo.
Strade che, genialmente concepite dai progettisti e magistralmente messe in opera da soldati e da schiavi, destinate a durare nel tempo, portavano i nomi dei loro autori, generalmente alti esponenti della magistratura. Eccone qualche esempio.
La via Appia, ideata dal censore Appio Claudio Cieco nel IV secolo a.C., collegava Roma con Capua per arrivare poi fino a Brindisi.
La via Cassia, opera di un console Cassio Longino, nel II secolo a.C., per giungere a Chiusi.
La Flaminia, costruita nel II secolo a.C. dal censore Gaio Flaminio Nepote per raggiungere Rimini passando per Vejo e Faleria.
L'Aurelia, realizzata da un console o censore Aurelio Cotta nel III secolo a.C. per condurre in Gallia passando per Cerveteri, Pisa e Luni.
Altre strade presero invece il nome dalla località alla quale erano destinate: la Tiburtina che portava a Tivoli, la Prenestina a Preneste, la Casilina a Casilinum (Capua), la Portuense al Porto di Claudio a Ostia, la Nomentana a Nomentum...
Solo la via Salaria si distingue, l'unica che non porta il nome del suo costruttore o della località da raggiungere.
Forse perché non è stata costruita da un imperatore, né da un re, né da un console, un edile, un censore o un questore.
Strabone, il geografo, storico e filosofo greco contemporaneo e ammiratore di Augusto, è colui al quale si deve l'interpretazione del nome della strada come "via del sale": affermava infatti che fosse utilizzata per il trasporto del sale dal mare verso le popolazioni della Sabina.
Ma una diversa interpretazione del nome ci viene data da uno studioso, Fausto Masi (Roma 1904 - 2000). Si tratta di un ingegnere, definito uno dei maestri dell'ingegneria italiana del XX secolo nel campo delle strutture metalliche, autore, tra l'altro, di un progetto di un ponte sullo stretto di Messina presentato in un concorso internazionale nel 1953. Esperto progettista, autore di opere essenziali, membro del CNR, Masi era anche appassionato di astronomia, di storia (in particolare della storia romana, specie in relazione alla campagna di Dacia) e di archeologia: infatti fu presidente dell'Associazione Archeologica Romana. La sua diversa interpretazione del nome Salaria sottolinea l'importanza nel collegamento fra Tirreno e Adriatico, cioè tra due mari, ritenendo che deriverebbe dal latino sal-salis che, come il greco als, significa, oltre che sale, anche mare. Come nel caso della penisola della Puglia compresa tra due mari, che per questo motivo avrebbe nome Salento. Dunque, la nostra sarebbe la via "tra due mari". Teoria discutibile ma non peregrina.
Riflettendoci, infatti, se davvero la strada fosse servita per portare il sale verso la Sabina, sarebbe stato logico che avesse inizio dalle saline di Ostia e proseguisse in piano costeggiando il Tevere, non certo che risalisse i Colli per riuscire dalla parte più alta delle mura, dalla Porta Salaria (odierna piazza Fiume). Il prezioso sale - non così facile da ricavare per via della diluizione dell'acqua marina con quella dolce rilasciata dell'immissione del Tevere - era depositato nelle saline vicine alla foce e al porto; poteva quindi essere comodamente imbarcato sui battelli destinati a risalire il Fiume. Perciò non era necessario usare il trasporto su strada, dato che il Tevere portava direttamente in Sabina e oltre. Peraltro, sembra che le popolazioni montanare dell'interno sapessero come ricavare il sale dalle ceneri dei tronchi ricavati in grandi quantità dalle zone riccamente vegetate. Comunque, le popolazioni sulla costa adriatica non avevano bisogno del sale di Roma: la costa era ricca di saline, fino a Cervia, e resti ne sono stati ritrovati proprio a Porto d'Ascoli, punto di arrivo della Salaria.
Portasse o no il sale, la strada ha sempre avuto una importanza storica eccezionale, come antichissima via di comunicazione unendo la costa tirrenica con l'adriatica con un percorso di poco più di 200 Km., adatta ai trasporti e alla marcia di eserciti dato il suo svolgimento privo di importanti dislivelli e di passaggi montani difficoltosi. Potrebbe essere stata costruita all'epoca della fondazione di Roma per comunicare o combattere contro gli abitanti di Antemnae, di Fidene, di Crustumerium fin dall'epoca del famoso Ratto delle Sabine. Fu teatro della prima grande sconfitta dei Romani sul torrente Allia nel 390 a.C. ad opera dei Galli Senoni, che provenendo dall'Etruria guadarono il Tevere all'altezza di Settebagni e travolto l'esercito romano, tramite la Salaria arrivarono a Roma dove posero l'assedio. Ma troppi altri se ne sono avvalsi, da Annibale che arrivava da Aminterno fino al generale Cadorna che nel settembre 1870 passava dalla Flaminia alla Salaria per sfociare sulla Nomentana a bombardare Roma.






















