Normativa condominio
La Normativa e il Condominio
Superbonus 110%
sviluppi recenti e criticità della sua conclusione
Dossier 213 – 01/05/2026 – Mohoric
Superbonus 110%: sviluppi recenti e criticità della sua conclusione
Il Superbonus 110%, introdotto nel 2020 con il Decreto Rilancio, è stato concepito come strumento di rilancio economico post-pandemico e di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. La misura, che consentiva una detrazione del 110% delle spese anche tramite cessione del credito e sconto in fattura, ha avuto un impatto senza precedenti sul settore.
L'evoluzione normativa è stata tortuosa: dal 110% iniziale si è passati al 90%, poi al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. La scadenza del 31 dicembre 2025 ha di fatto chiuso la misura per la maggior parte degli edifici, con residue eccezioni per le aree terremotate.
Il bilancio è contrastante. Da un lato, la misura ha generato crescita occupazionale (+17,5% nel settore edilizio tra il 2020 e il 2022) e un miglioramento dell'efficienza energetica. Dall'altro, ha lasciato un'eredità pesante: un costo per lo Stato stimato in oltre 150 miliardi di euro, un impatto rilevante sul deficit pubblico, un aumento generalizzato dei prezzi nel settore e la nascita di numerosi contenziosi. La detrazione superiore al costo reale ha ridotto l'attenzione ai prezzi, favorendo distorsioni di mercato.
LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE DOPO LA FINE DEL SUPERBONUS
Con la conclusione della misura, emergono tre ordini di problemi:
Cantieri incompleti. Molti interventi sono rimasti sospesi per mancanza di fondi, lasciando edifici in condizioni precarie e residenti con disagi prolungati.
Blocco della cessione del credito. La decisione di limitarne l'utilizzo per contrastare le frodi ha paralizzato il sistema. Imprese edili si sono ritrovate con crediti fiscali non monetizzabili, con conseguenti crisi di liquidità e, in alcuni casi, fallimenti.
Contenziosi in aumento. Le controversie tra condomini, imprese e Stato sono esplose, coinvolgendo migliaia di casi. Le principali cause riguardano: inadempienze contrattuali (ritardi, lavori non terminati), revoca dell'incentivo per errori tecnici o difformità, vizi nelle asseverazioni dei tecnici, e frodi legate a crediti fittizi. La giurisprudenza sta consolidando il principio secondo cui l'impresa appaltatrice è, in prima battuta, responsabile dei vizi materiali dell'opera.
CONSEGUENZE DELLA FINE DEL SUPERBONUS E CONSIDERAZIONI CRITICHE
La conclusione del Superbonus non è solo la chiusura di una misura fiscale, ma un caso emblematico di come una politica pubblica possa generare effetti imprevisti quando manca una visione strategica di lungo periodo.
L'assenza di un quadro normativo stabile ha spinto molti condomini a deliberare lavori in modo affrettato, spinti dalla paura di perdere l'opportunità. Il risultato è stato, in molte città, edifici con ponteggi montati per lunghi periodi e cantieri interrotti a metà.
La gestione della cessione del credito è stato il punto più critico. Il tentativo di frenare le frodi ha generato un effetto collaterale devastante: il blocco dell'intero sistema, con imprese costrette a chiudere e famiglie lasciate con lavori incompleti e spese impreviste. Per i cittadini, il rischio di dover restituire i benefici ricevuti si traduce in un'ulteriore incertezza.
La fase di uscita, infine, è stata gestita senza un piano efficace per i cantieri già avviati, lasciando un diffuso clima di incertezza e una lunga scia di contenziosi che graveranno sul sistema giudiziario per anni.
I NUMERI
A fine 2025, la spesa pubblica ha sfiorato i 128 miliardi di euro per oltre 501 mila edifici, con il 96% dei lavori completati. L'occupazione nell'edilizia è cresciuta del 17,5% tra il 2020 e il 2022, con un impatto sul PIL stimato in 3,8 punti percentuali al Centro-Nord e 2,9 nel Mezzogiorno. Il 68% degli interventi ha riguardato condomini. A febbraio 2026, il tasso di realizzazione era prossimo al 97%, segnando la fine del ciclo. Secondo l'ANCE, ogni miliardo investito ha generato circa 2 miliardi di valore economico, sebbene il costo netto per lo Stato rimanga elevatissimo.
CONCLUSIONI
Il Superbonus 110% è stato un intervento straordinario per portata e impatto, capace di generare una forte crescita economica in tempi rapidi. Tuttavia, la sua gestione ha evidenziato limiti strutturali: l'assenza di una strategia di lungo periodo, l'instabilità normativa, la gestione approssimativa della cessione del credito e la mancanza di un piano per la fase di uscita.
La sua fine non rappresenta solo la chiusura di un incentivo, ma il simbolo di una politica che ha privilegiato i risultati immediati rispetto alla sostenibilità. I cantieri incompiuti, le imprese in difficoltà e i cittadini coinvolti in problemi economici e legali sono il lascito concreto di una misura che, pur con indubbi meriti, ha insegnato una lezione fondamentale: le politiche pubbliche devono essere progettate considerando non solo i benefici immediati, ma anche le conseguenze future e le modalità di conclusione. Il Superbonus resterà un caso emblematico da cui trarre insegnamenti per il futuro.
Generato con IA Fonte: Dossier Condominio n. 213/2026 – Paolo Mohoric
Componente del Comitato di Redazione, Consigliere Regionale ANACI Lazio























